GIUSEPPE SIGNORELLI

GIUSEPPE SIGNORELLI

Dati anagrafici

Nome e Cognome: Giuseppe Signorelli

Data nascita: 01/10/1921

Luogo nascita: Grumello del Monte

Stato civile: Non conosciuto

Detenzione

Tipo deportato: Non conosciuto

Esito

Esito: Non conosciuto

Biografia

Serughetti Giuseppe. Nato a Grumello al Monte (BG) l’1/10/1921, meccanico. Arrestato a Monza (MI) il 20/1/1945. Deportato da Milano (MI) il 14/2/1945, arrivato il 15/2/1945. Matricola 9645 Blocco D Sarentino. Fonti: 1, 2, 12, 24, 25. Note: 12: n. prot. 1394. 24, Busta 22, ANED Sesto San Giovanni (MI): SIR Arolsen. 25: Pirelli.

Giuseppe Signorelli - Nato il 26 gennaio 1925 a Grumello al Monte, provincia di Bergamo. Risiedeva all'epoca dell'arresto con i genitori, il fratello Angelo e un altro fratello e una sorella in via Bengasi 4 a Monza. Celibe, lavorava come operaio meccanico tornitore alla Falck Concordia Bulloneria. La notte del 12 marzo fu catturato in casa insieme ad Angelo che non gli riuscì di convincere a fuggire, da fascisti in borghese che pochi attimi prima avevano preso Angelo Beretta, amico e vicino di casa dei Signorelli. Come per altri deportati di questo gruppo, la falsa scheda di partenza segnala sempre la stessa cosa: "SS Germanica", la "proprietà" del prigioniero era loro36. A Mauthausen gli venne attribuita la matricola 59142 e, sebbene seguisse gli altri operai nel trasferimento del 24 marzo a Gusen, Giuseppe Signorelli ebbe successivamente altri cinque spostamenti. Il primo lo condusse a Wien Schwechat e lo separò dal fratello che non rivide più fino alla liberazione dei campi che facevano parte del sistema di Mauthausen. In questo sottocampo lavorò come tornitore per la produzione di guerra. Il 26 giugno 1944 fu inviato al lavoro nelle grotte di Mödling dove rimarrà dieci mesi; in questo luogo era stato prosciugato con un'opera colossale un lago sotterraneo per far posto alle installazioni adibite alla produzione del primo caccia a reazione Heinkel He 162. Un altro cambiamento, dovuto all'abbandono per l'arrivo degli Alleati del campo di Hinterbrühl dove erano rinchiusi i prigionieri che lavoravano a Mödling, lo portò il 7 aprile a Steyr e poi di nuovo a Mauthausen. Il trasferimento da Hinterbrühl a Mauthausen fu una delle tante "marce della morte" di quei giorni finali del Reich nazista; Giuseppe, già in condizioni di estrema debolezza, fu azzannato alla caviglia da un cane lupo delle SS che scortavano la colonna, cosa che gli procurò un'infezione molto grave. Riuscì a raggiungere il campo centrale solo con l'aiuto dei compagni che lo sorressero fino alla meta. Dopo la liberazione del campo potè essere curato e riuscì a far visita al fratello ricoverato in ospedale che, in preda alla forte febbre, non lo riconobbe. Si rividero a casa, a Monza, fra i loro genitori.