VALERIO ANGIOLETTI

Dati anagrafici
Nome e Cognome: Valerio Angioletti
Data nascita: 21/04/1923
Luogo nascita: Ponte San Pietro
Stato civile: Non conosciuto
Detenzione
Tipo deportato: Non conosciuto
Esito
Esito: Non conosciuto
Biografia
Valerio Angioletti era una di quelle persone che sembrano nate per lasciare un segno silenzioso ma profondo. Era nato il 21 aprile 1923 a Ponte San Pietro.
Ex soldato, bravo musicista amante della musica e soprattutto un grande marciatore.
Durante la sua militanza nella fortissima squadra di marcia della Legler, già Campione d'Italia nel dopoguerra, Valerio, oltre a fare un secondo lavoro come materassaio per arrotondare il magro stipendio, partiva alle quattro di mattina per fare i 35 km di allenamento per poi timbrare alle sei alla Legler quando faceva il primo turno o rientrare dall’ allenamento all’una e mezza di notte dopo il secondo turno, il tutto in barba alla triste esperienza fatta nei campi di prigionia tedeschi durante la guerra.
Infatti la guerra per lui fu un periodo durissimo.
Partì per il servizio militare nel 5° Alpini nel marzo del 1942, semplice soldato, e l’8 settembre 1943 si trovava di guardia in Alto Adige quando i tedeschi occuparono Fortezza.
Venne catturato insieme ai compagni e rinchiuso per giorni in un vagone prima di essere deportato in un lager a Kaisersteinbruck, dove fu costretto a lavorare in una fabbrica di gomma.
Le condizioni erano disumane: ottanta grammi di pane al giorno, un cucchiaio di marmellata e una brodaglia la sera.
Chi si ammalava veniva portato via “in ospedale”, ma tutti sapevano quale fosse la tragica verità.
Trasferito poi a St. Pölten e successivamente al confine con l’Ungheria, si ritrovò a scavare fosse anticarro sotto un gelo così forte da far ghiacciare perfino la divisa.
Per mangiare aveva solo un po’ di zuppa di rapa, quando riusciva a procurarsela in tempo; altrimenti doveva accontentarsi di bucce di patata ed erba.
Un giorno del luglio 1944 gli arrivò una cartolina da sua sorella Lina. I nazisti avevano annerito una frase, ma un compagno riuscì a farla riapparire usando un po’ di mollica di pane.
C’era scritto: «Di nuovo alle Ghiaie è comparsa la Madonna a una bambina di 7 anni».
Quella notizia, quasi miracolosa, portò un soffio di speranza tra i prigionieri.
Valerio fu liberato prima dai russi e poi preso in consegna dagli americani nella zona di Linz.
Quando finalmente tornò a casa, alla fine di giugno del 1945, seppe che i suoi avevano pregato incessantemente per lui.
Da quel momento decise che avrebbe ringraziato la Madonna ogni settimana: e così fece, andando alla cappella delle Ghiaie per tutta la sua lunga vita.
È mancato nel 2020 durante la pandemia a 97 anni.

