CAMILLA CAMPANA

CAMILLA CAMPANA

Dati anagrafici

Nome e Cognome: Camilla Campana

Luogo nascita: Sconosciuto

Stato civile: Non conosciuto

Detenzione

Tipo deportato: Non conosciuto

Esito

Esito: Non conosciuto

Biografia

CAMPANA CAMILLA
Sesso: F
Luogo di nascita: Clusone (BG)
Data di nascita: 28/11/1916
Luogo di morte: Cilavegna
Data di morte: 21/10/1982
Deceduto nel lager: No
Causa del decesso:
Tipologia di prigioniero: Politico
Oltre il Brennero: Sì
Trasporto: 38
Pietra d’inciampo


Biografia:

CAMPANA Camilla, nata a Clusone (BG) il 28 novembre 1916, sopravvissuta.
Di Rocco e Teresa Liberali, residente a Cilavegna, residente a Cilavegna, lavora come operaia presso il calzificio Giudice e partecipa agli scioperi del marzo 1944. Arrestata il 3 marzo, assieme ad altri membri della commissione di fabbrica del periodo badogliano (Clotilde Giannini e Luigina Cirini, Giovanni Maccaferri e a un comunista, il leader dell’antifascismo in paese Pietro Omodeo Zorini), viene inviata, secondo la sua testimonianza, dapprima al castello di Vigevano, poi all’hotel Regina, quindi alle carceri di San Vittore il 7 marzo (matricola 1550), e poi a quelle di Bergamo. L’itinerario delle scioperanti di Cilavegna è complesso: secondo le carte di San Vittore sarebbero state trasferite al carcere di Bergamo il 18 marzo. Il treno degli scioperanti, partito il 6 aprile dal binario 21, arriverà l’8 a Mauthausen (trasp. 38). Qui le donne non sono immatricolate e il 13 aprile trasferite a una prigione di Vienna.
Secondo il CICR sono tutte trasferite ad Auschwitz il 25 aprile 1944. Camilla prende il n. 78989, poi è inviata al campo di Ravensbrück il 16 agosto 1944, n. 55492, quindi al campo di Buchenwald il 25 agosto, infine al comando di Liepzig il 30 agosto 1944, n. 4300. Qui Camilla lavora in un’industria meccanica per la fabbricazione di proiettili. È liberata dai russi durante la marcia di evacuazione, nella zona tra Lipsia e Dresda.
È morta a Cilavegna il 21 ottobre 1982.
A Cilavegna le è stata dedicata una pietra d’inciampo il 3 marzo 2024.
Documentazione:

Registro matricolare di San Vittore, 1944, n. reg. 49526/5, Museo del Risorgimento, Milano.
CICR, cartella personale, b. 2, fondo ANED, ISTORECO PV.
Presso l’ISTORECO PV è depositata la registrazione audio di una sua testimonianza, se ne veda una sintesi in: Donata Brianta (a cura di), “Camilla Campana”, in AA.VV., “I deportati pavesi nei lager nazisti”).
Le modalità dell’arresto sono descritte in Pietro Omodeo Zorini: “Copia dichiarazione inviata alla Commissione di epurazione dell’arma dei carabinieri presso il Comando Generale di Roma” (21 ottobre 1947) Archivio Comunale di Cilavegna, Cat. IV, 214/1, CLN.
Bibliografia:

C. Campana, “Nell’inferno dei campi di concentramento”, “Triangolo Rosso”, 1980, n.1/2, p. 7 (ora in “Resistemmo a lungo. Testimonianze della deportazione pavese” pp. 31-24).
AA.VV., “I deportati pavesi nei lager nazisti”, Pavia, Amministrazione Provinciale, 1981, (intervista pp. 71-76, scheda p. 135).
G. U., n 138366, p. 33, cattura a Cilavegna, Mauthausen, Auschwitz, Ravensbrück, Leipzig.
H. Marsalek, “Mauthausen”, Milano, La Pietra, 1977, p. 86.
Giovanna e Paolo Massariello, “La ‘Lista di Ravensbrück’, in “Triangolo Rosso”, n. 3 dicembre 1996, p. 19.
G. Guderzo, “L’altra guerra. Fascisti, tedeschi, partigiani, popolo in una provincia padana Pavia, 1943-1945”, Bologna, Il Mulino, 2002, p. 129.
M. A. Arrigoni, M. Savini, “Dizionario biografico della deportazione pavese”, Milano, Unicopli, 2005, ad nomen.
N. Tranfaglia, B. Mantelli (a cura di) “Il libro dei deportati”, vol. 1, “I deportati politici 1943-1945”, tomo 1, Milano, Mursia, 2009, ad nomen.

Link