ANGELO FRACASSETTI

Dati anagrafici
Nome e Cognome: Angelo Fracassetti
Data nascita: 02/10/1912
Luogo nascita: Sedrina
Stato civile: Non conosciuto
Detenzione
Tipo deportato: Non conosciuto
Esito
Esito: Non conosciuto
Biografia
Angelo Fracassetti nasce nella frazione “Maivista” di Botta di Sedrina da Angelo e Capelli Santina, il 2 Ottobre 1912. Famiglia numerosa la sua, 8 fratelli, tant’è che si ritrova a combattere la seconda guerra con uno dei suoi primi nipoti. Degli altri famigliari sappiamo che un fratello diverrà missionario, mentre altri due emigreranno in Francia.
Soldato di leva dapprima considerato rivedibile, viene richiamato e arruolato presso il 27° Reggimento Alpini Artiglieria nel 1935, ma dopo alcuni anni di mobilitazione, nel 1940 viene collocato presso il 9° Reggimento Artiglieria Battaglione Brennero. Viene ufficialmente dichiarato lo stato di guerra e alla fine del 1940, imbarcatosi a Bari sul piroscafo Donizetti, giunge a Durazzo dove combatterà la campagna greco – albanese. Di lui non abbiamo notizie sino all’8 Settembre 1943, dove in Grecia viene catturato dai tedeschi e condotto in Germania come prigioniero di guerra per essere destinato al lavoro coatto.
Rimane imprigionato fino all’8 Maggio 1945 e trattenuto dalle Forze Armate Alleate fino al 30 Settembre 1945. Il congedo definitivo arriverà il 30 Novembre 1945.
Tornato dalla guerra, sulla strada di casa, moglie e marito non si riconoscono..Anche Angelo viene descritto ricoperto da terra e polvere, con folta barba e molto dimagrito. Durante il periodo del conflitto contrae la malaria e quando la febbre tende a salire molto alta ha dei tremendi incubi in cui vede il nemico dappertutto; per questo motivo si rifugia molto spesso da solo in una stanza con le inferriate alle finestre per sentirsi al sicuro e viene amorevolmente accudito dalla moglie e dalla figlia. Rimane molto segnato dall’esperienza bellica, tanto che anche solo parlarne, sentire o vedere qualcosa di collegato e simile a quegli anni, gli crea un forte disagio che si tramuta in pesanti e ricorrenti incubi.
L’esperienza all’estero gli consente di acquisire un francese fluente e gli permette così di tradurre le conversazioni ai compagni; ma l’altro lato della medaglia lo conduce a botte e percosse: per cercare di coprire o aiutare qualcuno, preferiva il silenzio e per questo veniva punito. Botte e percosse, Angelo le ricorda molto bene quando veniva scoperto perchè anch’egli, per sfamarsi, rubava il cibo agli animali..bucce di patate principalmente. Segnato da quest’esperienza non mangerà più patate e nemmeno il riso.
Altro aneddoto che la figlia Tina ci ricorda, è legato ad una cosa banale come l’aereosol: non sopportava l’idea di doverlo fare..aveva problemi ai polmoni, presumibilmente dovuti all’esposizione a un certo tipo di polveri in prigionia, e la mascherina gli faceva paura. Non osiamo nemmeno pensare il perché..
Ci auguriamo che la fame, il freddo, le mancanze e soprattutto gli orrori che questi due reduci alpini, così come molti altri soldati che, hanno dovuto subire, non avvengano mai più; nella speranza che le nostre generazioni e quelle future non ripetano un simile errore e lascino nella paura, nello strazio e nel dolore milioni di famiglie.

